Il mondo esterno durante le cure

Cosa intendo per mondo esterno?

Il mondo esterno per me sono state tutte le persone al di fuori dei miei genitori, marito, figli e nonna.

Il tema del relazionarsi è un tema molto delicato, il relazionarsi al prossimo diventa diverso, non per forza più difficile.

Le amiche che proseguono la loro vita mentre tu la devi congelare per affrontare un percorso buio che, passo dopo passo, si cerca di colorare.

Sentirsi non pienamente comprese perché tutti vanno di corsa e noi siamo lì in una bolla sospesa.

Sono i colleghi.

Sono i vicini di casa.

Sono le persone che si sono allontanate.

Sono i medici che diventano una famiglia ma che ogni volta che li vedi, non sai cosa ti devono dire.

Sono i vecchi compagni di scuola che ti incrociano e non ti riconoscono o che rimangono gelati, impietriti.

Sono i conoscenti che vanno in totale difficoltà e iniziano a trovare, a cercare le parole giuste, parole che non esistono. Esisterebbero solo gli abbracci.

Sono le persone che si incrociano a fare la spesa, in posta, in banca che ti guardano tutti con lo stesso sguardo: lo sguardo della paura e della compassione.

Sono sicura che non lo facessero apposta ma io lo notavo in ogni singolo loro volto.

Cercavo sempre di essere più curata che mai, per mettere meno in difficoltà gli altri e di conseguenza sentirmi più leggera.

Odiavo il momento della spesa perché entrando al supermercato vedevo tutti gli sguardi puntati addosso. Lo esorcizzavo vestendomi super colorata, super truccata ma dentro avrei voluto nascondermi.

Non ho una ricetta per superare questo ostacolo, posso solo dirvi di avere pazienza, sorridere e quando rientrate a casa se vi va, sfogatevi, piangete, urlate.

Una signora che si curava con me, per un’altra patologia, alla quale penso spesso e della quale non ho notizie, mi diceva sempre:

“tu guardati allo specchio e urla, urla fino a non avere più voce e vedrai che starai meglio”.

💓💓💓 sperotustiabene…💓💓💓

R

arianna.erreUn giorno ci siamo incrociate in centro e io ti ho scambiata per un’altra persona. Ero perplessa perché eri uguale a lei, ma più curata, truccata, abbronzata ed ero stranita perché l’avevo vista il giorno prima e mi faceva strano che fosse cambiata così. Tu ci sei rimasta male, lo so, perché avrai pensato che non ti avevo riconosciuta perché TU eri cambiata. Io invece sono stordita e ti avevo solo scambiata per un’altra, mentre tu nonostante le cure eri splendida. Mi sono sentita molto in colpa e non ho trovato le parole giuste per spiegartelo. Mi è dispiaciuto molto, lo faccio ora 

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